Percorsi di luce, c’è il progetto ma non ci sono i soldi

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CASERTA — È, senza dubbio, l’evento più attraente, quello di maggiore visibilità e consolidato successo, forse l’unico che riesce a trattenere in città un numero consistente di visitatori (e non solo per un giorno). Sono i «Percorsi di luce» nella Reggia di Caserta, suggestiva proposta turistica di cui ancora non si parla. Spariti nel nulla. Eppure tirano, eccome: dati e statistiche alla mano, il successo, in termini di presenze e gradimento, è stato confermato in tutte le edizioni. E quest’anno non sarebbe stato difficile replicarlo. Tante e stimolanti, infatti, secondo indiscrezioni, le novità del progetto, già pronto da marzo. Oltre al nucleo originario dello spettacolo di luci nel parco reale, sono stati previsti altri tre eventi: uno spettacolo pirotecnico davanti alla Reggia, le notti al Museo campano e l’illuminazione notturna di castelli e rocche medievali della provincia. Oltre 50 eventi, per 50 giornate di programmazione estiva, per una stima di circa 230.000 fruitori potenziali. Ciò nonostante, il silenzio continua e preoccupa gli operatori turistici casertani. Le domande, allora sorgono spontanee: «I Percorsi di luce» quest’anno si faranno? Da quando? Come si svolgeranno? Abbiamo girato i quesiti a Casimiro Lieto, direttore artistico dell’edizione 2011 di «Percorsi di luce», o meglio, di «Apertis verbis», come fu denominata lo scorso anno la manifestazione che, per la prima volta, venne organizzata dalla Provincia, subentrata, secondo le nuove norme, all’Ente per il turismo.

IL NODO – «Non so nulla. Dell’evento si sono perse le tracce» dichiara Lieto. «Il progetto è pronto da mesi, vi abbiamo lavorato a lungo insieme ad altre istituzioni: Provincia, ovviamente, ma anche l’Azienda speciale della Camera di Commercio, Sintesi, e alcuni imprenditori turistici locali. Tutto sembrava a posto. Invece, la Regione non ha emanato i bandi per i finanziamenti (dunque, c’è una responsabilità in entrata), ma neppure gli enti locali hanno operato per smuovere l’immobilismo della Regione». Così, tutto è fermo, irrimediabilmente e colpevolmente. Scontata la risposta di Lieto alle altre domande (Vi hanno chiamato? State lavorando? Siete pronti?): è un «no» netto e sconsolato. A questo punto c’è il rischio concreto che le notti alla Reggia rimarranno buie. Una metafora della situazione turistica del territorio: buio come la notte, appunto, senza slanci, prospettive, speranze. Perché se si perde anche questo che è sempre stato il fiore all’occhiello dell’offerta turistica casertana in piena estate, nessuno, poi, si potrà lamentare dell’andamento insoddisfacente della stagione, del calo di presenze, di una Caserta sempre più giù nelle classifiche di settore. Neppure la prossima (martedì) convocazione dei dipendenti della Soprintendenza per la contrattazione di eventi per conto terzi, che qualcuno aveva letto come un segnale positivo, convince Lieto. «Credo sia troppo tardi. A meno che non si abbia un piano B che, al momento, ignoro» aggiunge.

Fonte Corriere del Mezzogiorno

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