Appartamenti Storici della Reggia di Caserta

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Sala del presepe
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Cappella Palatina
Per accedere agli appartamenti delle "Reali Maestà", si giunge perccorrendo la lunga galleria, arrivati al centro del vestimbolo mediano, a destra di chi percorre la galleria, è la grande scala reale ricca di marmi, tutti provenienti dalle cave del Regno, con i gradini di marmo rose della Lumachella di Trapani.
La parete di fronte alla prima rampa è decorata da tre statue in stucco, mai finite in marmo; al centro, è la Maestà del re Carlo seduto sul leone, di Tommaso Solari, di fianco, a sinistra, "Il Merito" di Andrea Vitaloni e a destra "La Verità" di Gaetano Salomone.
All'altezza della prima parte dello scalone, vi sono due leoni, in marmo di Carrara, scolpiti da Paolo Persico e Tommaso Solari. La grande volta che ricopre la scal fu realizzata da Girolamo Starace, e raffigura la Reggia di Apollo con le Muse.
Arrivati al Vestimbolo superiore si può accedre alla Cappella Palatina ed agli appartamenti reali.
Sala degli Alabardieri e Sala delle Guardie del Corpo
L'arredo attuale della sala è costituito da consolles e sgabelli in legno intagliato bianco e dorato, realizzati nella seconda metà del settecento, ad opera di artigiani napoletano, i grandi lamapari sono in bronzo doato e vretro.
Il secondo salone d'accoglienza è la
Sala delle Guardie del Corpo
In successino si trova la sala "dè non titolati", comunemente denominata Sala di Alessandro. Nella volta è l'affresco del pittore siciliano Mariano Rossi, che raffigura il "matrimonio di Alessandro e Rossana"
Proseguendo a destra, il lungo corridoio porta sino agli appartamento ottocenteschi, che inizia con la "Sala di Marte", così chiamata per gli episodi tratti dall'Iliade di Omero plasmati nei grandi pannelli in scagliola con Venere ferita da Diomede che prega Marte di vendicarla. La sala fu progettata dall'architetto Antonio De Simone nel 1807. Le decorazioni iniziarono nel 1812 e finirono tre anni dopo, da questo si deduce che i lavori di costruzione della Reggia proseguirono anche durante il decennio francese.

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Proseguendo il percoso si accede al grande salone della "Sala del Trono", decorato intono al 1839 sotto la direzione dell'Architetto Gaetano Genovese. I lavori inziarono nel 1844, terminado un anno dopo. Tutto intorno all'architrave corre un fregio con 46 tratti dei Re di Napoli da Ruggiero il Normanno a Ferdinando II. nel centro della volta è un affresco on la "posa della prima pietra", dove Carlo III con la Regina Maria Amalia, ed il ministro Bernardo Tanucci e Luigi Vanvitelli, con il mano il disegno della pianta. La Sala fu inagurata da Ferdinando II in occasione del settimo Congresso Internazionale delle Scienze, che si tenne nel 1845.
Attarversando la Sala del Consiglio si entra nell'appartamento privato del re, proseguendo, si susseguono la Sala di Compagnia, con affreschi di Franz Hill, e di Francesco Torr xhe raffigurano " Carlo di Borbone" e la "Regina Maria Teresa d'Austria". La Camera da letto di Francesco II e Maria Sofia di Baviera, sono arredate in stile impero di legno mogano; la stanza del bagno, realizzata intorno al 1825, con la vasca in granito rosso con protomi leonine.
Dalla camera da letto di Francesco II si accede al cosiddetto "appartamento Murattiano". Gli arredi furono portati dalla Francia per ammobiliare la Reggia di Portici. Dopo l'istituzione della facoltà di Agraria nella Reggia di Portici, tutti gli arredi furono portati a Caserta insieme ai ritratti dei dominatori francesi.
La camera da letto di Murat, vi sono le Sale di Pio IX, arredate nel 1848 per ospitrare il pontefice, arredata con un ritratto del pittore De Vivo.
A sinistra della Sala di Alessandro si apre l'ingresso all'appartamento Vecchio o appartamento settecentesco, quattro stanze dedicate alle quattro stagioni. In origine le prime tre sale furono desitnate alle udienze del Re, mentre l'ultima stanze è la "camera dove si spogliava e vestiva SM il Re"
L'Appartamento del re, è diviso in una prima stanza detto "Studiolo", con mobili in violacco, bronzo dorato e piani di agata orientale con un comò due secretorie un celindo (scrivania a cilindro) ed altri mobili, furono acquistati nei primi anni del 1790. La sala successiva è la Stanza del Consiglio, le cui pareti sono coperte con carta stampata, i mobili sono in stile Luigi XVI. Segue la stanza da letto di Ferdinando II, dove vì morì di una malattia contagiosa il 22 maggio 1859; si tramanda che l'arredo originario fu bruciato ad evitare il pericolo di contagio sostituito con l'attuale letto, in legno i mogano con comodini Impero.
La biblioteca Palatina, preceduta da due anticamere dedicate alla lettura, sono dedicate tre sale dell'Appartamento Reale. I libri sono circa diecimila e trattano di lettura, scienze ed arti, in edizioni stampate sino alla metà dell'ottocento. La prima sala è arredata con grandi armadi di legno mogano a massa, nella seconda viene invece utilizzato il legno in noce.



